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POESIE IN PROGRESS

Raccontami piano

Dei venti deboli che piluccano le foglie sparse

Che sbattono cancelli e verdi persiane

Che spingono le navi d’arenaria a sciogliersi nei marosi

Dei venti che lambiscono le nevi eterne

Che si acquietano nei pertugi delle rocce

Che danzano spazzando le piazze d’inverno

Che alzano maliziosi le gonne delle donne

Venti d’ingombro a disseppellire granchi negli stagni

In questo deserto di misteri e misfatti umani

Venti che sistemano in un angolo il silenzio delle nostre vite appese.

POESIE IN PROGRESS

Amore sei proprio ai confini della steppa

L’ora triste fissa il suo dolore come un mostro taciturno

Su queste colline verdi si spezza il mio remo

Arrugginisce l’archibugio

Sul fiore del tuo corpo che langue

A costruire castelli sulla pupilla del giorno

In questa immensità mistica e dolente

Dove il cielo come nelle vecchie stampe s’incornicia d’azzurro

Dove ritrovare i cerchi della primavera?

Dove la crisalide s’avventuri su questi venti lucidi

A chiudere inesorabile la grande ferita dell’addio.

POESIE IN PROGRESS

L’umiltà dell’anima che assomiglia ad un cigno

Su tutte quelle sciocche donne belle che passeggiano

Su tutte quelle mani piene di disperazione e tenerezza

In queste piazze di Sofia a concedersi una tregua

Dove cresce incontrastata una quercia che buca il soffitto

Nell’incolmabile freddezza della voce

E nel cuore devastato di gramigna

Anche il buon pane ha un altro sapore in questo giorno di festa.

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